Adriana Assini Agnese una Visconti Foemina Ex libris jpg

Adriana Assini, Agnese, una Visconti [recensione]

Consigli sui libri da leggere

Non sai che libro leggere? Se cerchi un romanzo storico ambientato in Italia e che ha come protagonisti personaggi realmente esistiti, questo articolo fa al caso tuo. Il romanzo di Adriana Assini, Agnese una Visconti, racconta la storia di Agnese Visconti, una donna dal temperamento indomito e fiero che, verso la fine del 1300, decise di sfidare – anche a costo di mettere a repentaglio la sua vita – le convenzioni e le costrizioni culturali allora vigenti mostrando il proprio valore e la difficoltà che incontra chi ha il coraggio di lottare per le proprie idee.

Ascolta il podcast della recensione

Scegli se ascoltare il podcast della recensione del libro di Adriana Assini, Agnese una Visconti, su varie piattaforme (in tal caso clicca sul tasto blu indaco) oppure direttamente su questo sito:

Libro recensito

Adriana Assini, Agnese, una Visconti, Ed. Scrittura & Scritture, 2018, 319 pagine.

Altre informazioni

Romanzo storico, disponibile sia in versione cartacea sia in formato e-book (lo puoi trovare qui)

Di cosa tratta questo libro – trama

Il libro di Adriana Assini, Agnese una Visconti è ambientato prima a Milano e, successivamente, a Mantova verso la fine del XIV secolo. Accanto alle vicende della vita dei personaggi storici protagonisti, questo romanzo offre anche una descrizione dei costumi, delle abitudini e della vita dell’epoca.

Bernabò Visconti e Beatrice della Scala

Nella seconda metà del 1300 Bernabò Visconti [Milano, 1323 – Trezzo sull’Adda, 19 dicembre 1385 N.d.R.] governa, inizialmente insieme ai suoi fratelli, il vasto territorio che, oltre a Milano, si estende fino a Bergamo, Brescia, Cremona, la valle Camonica, Vaprio, Rivolta, Caravaggio, Crema, Soncino, Lonato e la riviera del Garda.

Autorevole e autoritario, ghibellino impenitente, il dominus Mediolani aveva fama di tiranno divorato dall’ombra. Contro il papato, contro l’impero, alla quiete del borgo preferiva le terre abitate dalle aquile dove, ramingo, s’aggirava Caino.

Bernabò è un condottiero temuto dai suoi nemici ed è  conosciuto sia per le sue stravaganze, sia per le intemperanze verbali che la sola moglie, Beatrice della Scala [Verona, 1335 – Sant’Angelo Lodigiano 1384 N.d.R.], è capace di contenere.

D’animo generoso e indole tenace, un po’ sfiorita ma tuttora attraente, Beatrice della Scala, chiamata Regina per il suo portamento regale, era l’unico essere in terra in grado di addomesticare l’eccentrico consorte. In sua assenza, ne faceva le veci in ogni campo, perfino se si trattava di difendere lo Stato con le armi.

Un matrimonio combinato per la figlia Agnese

Adriana Assini, in Agnese una Visconti rievoca i dettagli di quella che per secoli è stata una prassi comune di origine feudale diffusa principalmente tra i membri della nobiltà. Attraverso il matrimonio infatti le varie casate stringevano accordi e alleanze e, soprattutto, ponevano le basi per la trasmissione della titolarità dei feudi.

La vicenda raccontata nel libro inizia a dipanarsi a partire dalla decisione che Bernabò ha preso in merito al futuro della figlia prediletta, Agnese. Il riferimento è al suo imminente matrimonio con il quattordicenne Francesco Gonzaga. Grazie all’instaurazione del legame matrimoniale, diviene infatti possibile sanare il perdurante conflitto tra i Visconti e i Gonzaga.

Grazie al vincolo di parentela, d’ora in avanti la pace con i Gonzaga sarebbe stata duratura, e lui avrebbe risparmiato tutti quei denari spesi per tenerli finora sulla corda o sotto assedio.

Agnese, che ha una personalità focosa e ribelle come il padre, però non la prende affatto bene.

Altezzosa con i suoi pari ma non con i sottoposti, diede fiato alle sue più intime confidenze: prima della fine dell’inverno si sarebbe maritata, contro il suo volere, con l’imberbe Francesco Gonzaga, unico erede del capitano del popolo che governava Mantova. Non lo aveva mai visto e tuttavia lo sapeva tozzo, basso e privo di talento, grazie alle descrizioni raccolte tra le linguacce della sua stessa cerchia.

Il carattere di Agnese

La giovane, infatti, ama le arti, la musica e la letteratura. Da fervida cultrice dei componimenti letterari del tempo – celebrativi delle gesta cavalleresche e dei canoni dell’amor cortese – teme di avere a che fare con una persona rozza ed incolta. Il fatto che Francesco sia di poco più giovane di lei non sembra impressionarla. Inoltre vorrebbe avere il privilegio, all’epoca concesso a pochissimi, di potersi scegliere lo sposo.

I suoi genitori, dal canto loro, pur consapevoli del carattere non particolarmente malleabile della figlia, sono convinti di aver scelto per il meglio nel suo interesse.

In particolare, Bernabò, pur criticando duramente il comportamento capriccioso della figlia, segretamente la considera motivo di orgoglio perché – tra tutti i figli – Agnese è quella che più gli somiglia. Dal canto suo, Beatrice ha intuito le inquietudini diAgnese, che si trova in quella fase dell’adolescenza costellata di idealismi e vagheggiamenti amorosi, ma è convinta che le fantasticherie della figlia siano destinate prima o poi a cedere alle esigenze della vita reale.

Di bei lineamenti ma con un corpo ch’era un fuscello, univa una salute cagionevole a un difficilissimo carattere: “lei non corre i pericoli, li cerca”. Sbuffò, imprecò, tirò via le coperte. “Il colmo della sua stoltezza? Vorrebbe decidere la sua sorte. Roba da matti”. Quello era un lusso che nemmeno a lui era stato mai concesso.

Le nozze

Dopo varie vicissitudini, Agnese cede: Francesco Gonzaga è venuto a Milano con il suo seguito per celebrare la prima parte della cerimonia. Il corteo nunziale si dirige quindi a Mantova navigando lungo il Mincio. Contrariamente ai pregiudizi e ai timori che Agnese nutriva, Mantova si rivela una città piena di attrattive.

Dopo tanta umidità, grigiore e storie oscure, d’un tratto, quasi per incantesimo, il muro di nebbia prese a diradarsi, rivelando una mirabile visione: Mantova apparve nel suo più intimo mistero, quasi sospesa sul pelo dell’acqua. Sembrava un’isola, ma soprattutto una dimora di fate. Tra meraviglia e commozione, Agnese dovette ricredersi: il diavolo non era affatto brutto come glielo avevano dipinto. Doveva, invece, essere vero che il Paradiso, di tanto in tanto, regalasse qualche suo mirabile lembo alla terra.

All’arrivo nella sua nuova dimora, Agnese fa subito mostra di possedere alcune inclinazioni che la rendono diversa dalle altre donne. Il suo ricco corredo di sposa comprende infatti anche un salterio [uno strumento musicale a corde N.d.R.] e numerosi libri.

Mantova.jpg
Mantova. La foto è di Rosy Torelli, Pixabay.

I primi problemi

Dopo un primo periodo in cui tutto sembra procedere per il meglio, si presentano i primi ostacoli. Oltre a doversi misurare con le difficoltà legate alla gestione delle relazioni di corte, Agnese deve soddisfare le aspettative che gli altri nutrono nei suoi confronti. Il suo compito, come sposa, è quello di dare un erede a Francesco. Dopo diversi mesi di infruttuosi tentativi, il marito inizia a fare pressioni perché modifichi le sue abitudini.

Suo marito, sobillato da parenti e cortigiani, cominciò a farsi insistente: “Leggete molto, cavalcate a lungo. Ma tanto sforzo, anziché giovarvi, vi affatica. Con irrimediabili conseguenze”. Temeva, al pari dei dottori, che giorno dopo giorno tali occupazioni le succhiassero ogni energia, rendendola sterile. Avrebbe pagato oro per vederla china su una culla, anziché in sella a un cavallo o curva sulle pagine di un libro.

La ragazza però non reagisce come il marito vorrebbe. Oltre ad essere del tutto incapace di mediare e di scendere a compromessi, è animata da ideali nobili e non tollera di essere considerata semplicemente per il suo potenziale ruolo di madre. Inizia così ad emergere tra i coniugi una frattura destinata a divenire insanabile. I due giovani, oltre ad essere caratterialmente molto diversi, sono infatti portatori di una visione del mondo e dei rapporti diametralmente opposta.

Per Agnese è l’inizio di una ribellione dolorosa che la alienerà prima dal marito e poi anche dal resto della corte.  Per contrastare il senso di estraniazione e la crescente solitudine, si rifugerà nei libri e nella musica.

Incurante dei polpastrelli gelati fece vibrare alcune note, lasciandosi andare a sentimenti molli, piccole chimere, segrete fantasie, rallegrandosi che i sogni, non potendo essere letti, non potessero neanche essere proibiti.

I dissidi tra Mantova e Milano

Contemporaneamente alle vicissitudini matrimoniali di Francesco ed Agnese, anche i rapporti tra Milano e Mantova tornano ad incrinarsi.

Nell’approssimarsi della stagione venatoria, Francesco fu tentato di mettere fine alla consuetudine paterna di inviare bracchi e falconi al Signore di Milano. Un gravoso omaggio di primavera nato negli anni in cui Ludovico cercava d’ingraziarselo coi doni per dissuaderlo dal cingerlo d’assedio.

A Milano Bernabò deve barcamenarsi tra le preoccupazioni per la difficile situazione della figlia e le complicazioni che si iniziano a prospettare sotto il profilo politico e militare. Inoltre, a livello familiare, deve fronteggiare l’ascesa di suo nipote Gian Galeazzo.

È in questo contesto che si dipana la trama dell’ultima parte del libro in cui le lotte di potere e gli intrighi di palazzo si intrecciano strettamente con la crescente solitudine di Agnese, una passione travolgente e le drammatiche vicende che costelleranno l’ultima parte della sua vita.

A rendere ancora più bislacca la faccenda era proprio il prescelto, Antonio: mica uno qualunque, bensì un giovane aitante, di bell’aspetto. Abile sia in battaglia che nei tornei, i suoi maggiori successi, però li riscuoteva con le donne. Il particolare aggiungeva mistero a una scelta che aveva lasciato perplessi persino gli osservatori più negligenti: quanta sicumera doveva albergare in quel marito capace di consegnare la sposa a un cavaliere cento volte più attraente di lui.

Giudizio

Questo romanzo storico è infarcito di preziose citazioni letterarie e di riferimenti sugli usi, sulla cucina e sui costumi dell’epoca. Il linguaggio è ricercato e quasi fiabesco. L’elemento maggiormente caratterizzante del libro è però costituito dal modo in cui l’Autrice delinea il personaggio di Agnese, la cui ribellione non è dettata dall’intento manifesto di sovvertire le usanze e le leggi vigenti, ma dal semplice desiderio di condurre un’esistenza felice e libera restando fedele ai propri principi.

Mentre si ripercorrono i tratti salienti della vita di questa giovane donna, emergono anche elementi e riflessioni sulla condizione femminile del tempo e sui diversi riflessi che il legame coniugale comportava a seconda del sesso. Se per gli uomini era infatti agevole sottrarsi alle limitazioni di un matrimonio infelice, per una donna era molto difficile e pericoloso.

Consigliato a

Il libro di Adriana Assini in Agnese, una Visconti è una lettura consigliata soprattutto:

  • agli appassionati di romanzi storici ambientati nel Rinascimento;
  • a coloro che si interessano di letture sulla condizione femminile e desiderano accostarsi a un personaggio storico dai tratti tutto sommato molto moderni;
  • a chi interessa conoscere più approfonditamente alcune vicende della storia milanese e lombarda.

Questo romanzo non è invece consigliato a chi pensa di leggere semplicemente una fiaba a lieto fine.

Letture alternative che potrebbero interessarti

  • Se ti piacciono i romanzi storici che hanno come protagonisti personaggi realmente esistiti, allora potresti leggere La regina ribelle – il romanzo di Eleonora d’Aquitania, di Elizabeth Chadwick e gli altri libri della omonima serie. Ambientato in pieno Medioevo (XII secolo), questo libro riporta gli episodi salienti della vita di Alienor d’Aquitania, che fu prima regina di Francia e poi di Inghilterra (puoi leggere la recensione su questo blog (clicca qui per leggerla).
  • Se invece stai cercando una lettura sulla condizione femminile in Europa nel Medioevo, allora potresti provare La notte delle beghine, di Aline Kiner. Ambientato in Francia agli inizi del 1300, questo romanzo storico apre uno squarcio sull’istituzione del beghinaggio e sui motivi che portarono alla sua creazione e alla sua successiva scomparsa (la recensione è disponibile sul blog gemello Foemina blog: clicca qui per leggerla).
  • Se invece preferisci concentrarti sulle storie ambientate nel Rinascimento, allora potresti leggere Il rumore sordo della battaglia, di Antonio Scurati. Ambientato in Italia all’epoca degli ultimi capitani di ventura, questo romanzo si concentra sulle dinamiche e sugli eventi che determinarono la fine del mondo cavalleresco e la nascita della moderna concezione della guerra. La recensione del libro è disponibile sul blog gemello Foemina blog (clicca qui per leggerla).
  • Se vuoi leggere un romanzo duro ma appassionante su delle donne indomite e fiere, potresti provare il libro di Mary Lynn Bracht, Figlie del mare (qui sotto puoi ascoltare il podcast):

Fonti e citazioni

Scrittura & Scritture ( https://www.scritturascritture.it/) è una casa editrice indipendente fondata a Napoli nel 2006. La sua vocazione è di pubblicare narrativa, dedicando una cura particolare alla selezione e alla promozione delle opere.

La foto piccola è di Rosy Torelli, Pixabay (https://pixabay.com/it/).

Pensò a sua madre. Con l’eleganza di una dama d’Oltralpe e la forza di un condottiero di ventura aveva affrontato e vinto mille intemperie, morendo col sorriso sulle labbra. Strinse i denti: se voleva essere degna del suo esempio, doveva camminare col passo fermo di chi non ha paura né di vivere né di morire.

Condividi