Gianrico Carofiglio, Il bordo vertiginoso delle cose [recensione]

Consigli sui libri da leggere

Non sai che libro leggere? Se cerchi un libro introspettivo e un po’ diverso dal solito, questo articolo fa al caso tuo. Il romanzo di Gianrico Carofiglio, Il bordo vertiginoso delle cose ha come protagonista un uomo che decide di compiere un viaggio a ritroso nei luoghi della sua giovinezza.

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Libro recensito

Gianrico Carofiglio, Il bordo vertiginoso delle cose, BUR Rizzoli, 2013, pagine 320.

Altre informazioni

Questo libro è disponibile in versione cartacea ed e-book (lo puoi trovare qui).

L’ambientazione e il contesto del libro

Come accennato nell’introduzione, il protagonista di questo libro decide di tornare nei luoghi in cui è cresciuto e dai quali era fuggito svariati anni prima. I luoghi in questione sono la Puglia e, in particolare, la città di Bari.

Ripercorri via Pizzoli, ripassi davanti alla sala ricreativa, arrivi in piazza Garibaldi, viri a sinistra e tagli diagonalmente il giardino. Poi via Sagarriga Visconti, via Putignani con i suoi oleandri, fino al Petruzzelli – dovresti entrarci, pensi ancora una volta, e vedere come lo hanno ricostruito dopo l’incendio.  

Non sfuggono all’occhio attento del narratore i cambiamenti subiti dalla città nel corso degli anni e, in particolare, le conseguenze più visibili dell’apertura al turismo.

È una sensazione bizzarra, arrivare alla tua città – insomma: quella che un tempo era la tua città – e ritrovarti nel ruolo del turista. Non solo per il fatto di stare in un albergo, o qualcosa di simile, ma perché ti vengono presentate come entità esotiche e ricche di fascino cose che per te sono sempre state normali, parte di uno scenario personale allargato ma consueto.

Di cosa tratta questo libro – trama

Gianrico Carofiglio, ne Il bordo vertiginoso delle cose coglie l’occasione per rievocare alcuni momenti significativi della vita del protagonista, Enrico Vallesi. La vicenda trae origine da una notizia di cronaca che Enrico legge mentre è intento a consumare la colazione al bar.

Continui a leggere senza prestare attenzione ai nomi dei rapinatori: sei già due o tre righe più sotto quando ti rendi conto che devi tornare indietro. Come quando cammini e vedi qualcosa con la coda dell’occhio. Registri l’immagine ma ne capisci il senso, o il contesto, solo qualche istante dopo. L’elaborazione è un po’ più lenta della percezione. Così torni indietro e rileggi il nome del rapinatore morto, e solo dopo molti secondi ti accorgi che stai trattenendo il respiro. Finisci di leggere tutto il pezzo, con un’accuratezza stranita, scandendo mentalmente le parole, per evitare che qualche significato nascosto ti sfugga. Ma non ci sono significati nascosti, a parte quel nome e quel cognome.

Un fatto del tutto accidentale che però colpisce profondamente Enrico, costringendolo a tornare con la memoria nel passato. Una memoria lontana e in parte rimossa. D’impulso, decide di prendere un treno e di fare ritorno a Bari ove avrà l’occasione di rievocare ricordi sopiti e lontani e ricomporre una parte della sua vita.

Bari, foto di Paolo Andriani, Unsplash

Rivedrà sé stesso negli irrequieti anni di quando era uno studente di liceo.

Rivivrà le insicurezze, le frustrazioni, le passioni, le amicizie, gli ideali e gli amori di quel periodo. Ritroverà i luoghi della sua adolescenza, la casa natale, ciò che resta della sua famiglia. E, soprattutto, si presenterà l’occasione per rivedere persone che era convinto non avrebbe mai più incontrato.

I protagonisti

Enrico Vallesi

Enrico ha 48 anni e vive a Firenze. Ha deciso di lasciare Bari, la sua città natale, subito dopo aver conseguito il diploma di maturità. Dopo aver pubblicato il suo primo romanzo è entrato in crisi e non è riuscito a consolidare la sua fama di scrittore. Quindi, a malincuore, ha dovuto accettare un impiego come consulente editoriale, un lavoro che non gli piace e che lo fa sentire insoddisfatto.

Anche la vita sentimentale non procede nel migliore dei modi: Enrico è single da circa cinque anni e non sembra pronto per una nuova relazione. È apatico e privo di interessi. La sua precedente compagna, Agata, l’ha lasciato per fidanzarsi con un uomo più giovane.

Non era colpa di nessuno, ma era un fatto che da tempo qualcosa si era spento tra noi. Avevamo smesso di badare l’uno all’altra, avevamo smesso di ridere. Avevamo anche smesso di fare l’amore o magari, cosa che non guasta, proprio di scopare in allegria. Nei momenti migliori le sembrava di avere per me i sentimenti che si hanno per un fratello. Nei peggiori – le dispiaceva dirmelo – proprio non mi sopportava.

Il ritorno, seppur temporaneo, in Puglia sarà l’occasione per rievocare i momenti più significativi dell’adolescenza e per fare chiarezza sulla propria vita, sulle relazioni e sugli obiettivi da raggiungere. Nel momento di fare ritorno a Firenze, Enrico scoprirà di essere animato da una nuova consapevolezza e persino da un velato ottimismo per il futuro.

Era troppo tempo che rinviavo questo viaggio senza nemmeno sapere che lo stavo rinviando, ti dici. La frase ti sembra la prima vera idea, la prima vera intuizione su te stesso da moltissimo tempo.

Salvatore Scarrone

Salvatore è un compagno di classe di Enrico ed è noto per essere un soggetto alquanto problematico. A causa della sua militanza politica negli ambienti dell’estrema sinistra e, soprattutto, della sua inclinazione all’uso della violenza, i compagni di scuola lo temono e cercano di evitarlo.

Per una serie di circostanze Enrico inizierà a frequentarlo, scoprendo una realtà completamente diversa da quella cui è abituato.

Frequentando Salvatore, Enrico – all’insaputa dei suoi genitori – inizierà a condurre una sorta di vita parallela, lontana dagli agi e dal tranquillo tran tran familiare. Alla fine del liceo la loro amicizia si interromperà bruscamente ed Enrico sceglierà di lasciare la sua città.

A quel punto la polizia aveva fatto una perquisizione a casa di Salvatore trovando uno zainetto di tela verde militare e documentazione varia di contenuto sovversivo. C’era un opuscolo sulla formazione e l’addestramento alla guerriglia urbana delle avanguardie rivoluzionarie metropolitane.

Stefania Barberian

Stefania è figlia di artisti ed è l’unica compagna di classe con cui Enrico, riservato ed introverso, riesce a legare. La loro amicizia è il classico legame tra adolescenti che condividono gli stessi interessi e le stesse passioni.

Stefania non aveva fatto amicizia con le ragazze della classe, io non avevo fatto amicizia con i ragazzi e fu abbastanza naturale che andassimo uno incontro all’altra. Tornavamo insieme da scuola, spesso ci vedevamo il pomeriggio, a casa mia o più spesso a casa sua, e insieme andavamo al cineforum della scuola. Tutti e due eravamo appassionati di cinema e fu con lei che vidi film come Alice’s Restaurant, Fragole e sangue, Jules e Jim, Il laureato, La dolce vita.

Celeste Belforte

Celeste è una giovane professoressa. Viene chiamata ad insegnare come supplente di filosofia. Fin dal primo momento riesce a suscitare l’interesse dei suoi studenti grazie all’eloquio brillante, alla capacità di rendere le sue lezioni sempre interessanti e all’autorevolezza con cui gestisce anche le situazioni più complicate. Per Enrico sarà infatuazione a prima vista.

Era la sua capacità di trattare gli argomenti partendo da spunti inattesi per giungere a conclusioni sorprendenti, che la rendeva ancora più bella di quanto non fosse in realtà. Nei suoi discorsi c’erano una grazia vertiginosa e una capacità di evocazione delle intelligenze, dalle quali era impossibile non restare incantati.

Consigliato a

Il romanzo di Gianrico Carofiglio, Il bordo vertiginoso delle cose è consigliato soprattutto alle persone che amano la narrazione retrospettiva – in particolare riguardante gli anni dell’adolescenza e i tempi della scuola – e a chi avverte la necessità di immergersi in una lettura in cui, accanto alla rielaborazione delle vicende del passato, sia presente anche lo stimolo a ritrovare la fiducia nel futuro

Pensi che non hai alcun motivo per tornartene a casa a Firenze, che nessuno ti aspetta per festeggiare con te. Te lo dici senza commiserazione – in passato è successo, ammettiamolo – ma anzi, con un brivido di allegria. Come se qualcuno – qualcuno è una bella parola – ti stesse offrendo gratis una nuova possibilità.

Giudizio

Nonostante il romanzo di Gianrico Carofiglio, Il bordo vertiginoso delle cose sia impregnato dei valori ideologici e culturali tipici della sinistra, è una lettura gradevole ed adatta anche a chi non prova nostalgia o trasporto verso alcune pratiche frequenti soprattutto negli anni settanta e ottanta.

Letture alternative che potrebbero interessarti

Se ti piacciono le storie che rievocano alcuni aspetti della vita senza edulcorazioni o infingimenti di sorta, potresti prendere in considerazione l’idea di leggere il romanzo di Jón Kalman StefánssonStoria di Ásta che è recensito su questo blog.

Jón Kalman Stefánsson Storia di Ásta_Foemina Ex libris.jpg

Storia di Ásta è una vicenda in cui si rievocano alcuni momenti della vita e, soprattutto, dell’adolescenza di Ásta, una donna la cui esistenza è segnata da una complicata situazione familiare.

In alternativa potresti optare per Il racconto del barista di Ivan Doig (la recensione è disponibile sul blog gemello “Foemina blog”).

Questo libro è una lettura molto gradevole e divertente che ripercorre, attraverso la voce narrante del protagonista, un legame tra un padre e un figlio nel periodo compreso tra la fine degli anni ‘40 e gli anni ’60.

Fonti e citazioni

La foto piccola è di Paolo Andriani, da Unsplash (https://unsplash.com/).

La casa editrice Rizzoli (https://www.rizzolilibri.it/) è stata fondata nel 1927 e, dal 2015, fa parte del Gruppo Mondadori. È attiva soprattutto nel settore della narrativa, della saggistica e dell’illustrazione e manualistica.

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