Ilaria Tuti, Fiore di roccia [recensione]

Consigli sui libri da leggere

Non sai che cosa leggere? Se cerchi un romanzo storico che ripercorre alcuni fatti meno noti della Prima Guerra Mondiale, potresti leggere il libro di Ilaria Tuti, Fiore di roccia.

Questo libro rievoca un’impresa epica compiuta da donne realmente esistite che risposero all’appello dell’esercito alla ricerca di volontari per trasportare rifornimenti dalle retrovie alla prima linea. La protagonista è una giovane contadina friulana impegnata, insieme alle sue compaesane, in questo difficile compito.

Negli strascichi di questa notte agitata, le donne si risvegliano come stelle del mattino. La linea di luci scende da Timau verso Cleulis e Paluzza. Abbiamo risposto in tante alla chiamata.

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Libro recensito

Ilaria Tuti, Fiore di roccia, ed. Longanesi, 2020 (prima edizione digitale maggio 2020), 320 pagine.

Altre informazioni

Romanzo storico, disponibile in versione cartacea ed e-book (lo puoi trovare qui).

L’ambientazione e il contesto del libro

Il libro di Ilaria Tuti, Fiore di roccia è ambientato in Friuli Venezia Giulia e, precisamente, in Val Bût, una delle valli carniche che furono al centro di aspri e sanguinosi combattimenti durante la Grande Guerra.

I paesaggi descritti nel libro sono quelli caratteristici delle Alpi in cui, alla maestosità delle cime, fa da contraltare l’asprezza selvaggia della natura.

Il silenzio è increspato dal vento, che quando si infila nei canaloni canta con voce di baritono, e dal suono di una slavina lontana. Niente più selva, niente più richiami e fughe furtive d’animali nel sottobosco. Solo qualche filo d’erba che caparbiamente vuole vivere dove la natura non lo ritiene necessario.

I luoghi del libro

In particolare, le vicende narrate si svolgono nell’area del comune di Paluzza (UD) e delle frazioni limitrofe, come Cercivento, Forni Avoltri e soprattutto Timau, fino ad abbracciare l’area montuosa delle Alpi Carniche che sorge attorno al passo di Monte Croce Carnico, ove si trovavano i trinceramenti austroungarici ed italiani [questi ultimi erano collegati alla linea difensiva ubicata sul Pal Grande N.d.R.].

Timau [Tischlbong], in particolare, è un piccolo paese che si trova a circa 800 metri di altezza ed ha la peculiarità di essere un’isola linguistica germanica in cui, fin dal medioevo, si parla un caratteristico dialetto carinziano sud bavarese.

Carnia, Foto di Simone Mascellari, Unsplash.

Le fortificazioni militari

Storicamente, il passo di Monte Croce Carnico è stato nei secoli e nei millenni il valico principale che collegava la pianura friulana con le valli austriache. Nel 1866 questa zona, in seguito al passaggio del Veneto e del Friuli al Regno d’Italia, divenne un punto di confine con l’Austria-Ungheria.

Dopo lo scoppio della guerra le cime circostanti furono oggetto di aspre contese e dure battaglie allo scopo di conquistare i punti strategicamente più vantaggiosi.

Le fortificazioni e le opere militari ivi realizzate – soprattutto sul Pal Piccolo e sul monte Freikofel [altrimenti noto col nome di Cuelàt N.d.R.] sono tuttora visibili e fanno parte di un museo all’aperto visitabile.

Le date

Sotto il profilo cronologico, la storia riportata nel libro di Ilaria Tuti, Fiore di roccia ripercorre alcuni eventi verificatisi durante la Prima Guerra Mondiale, ma con una digressione temporale che si spinge fino al mese di maggio 1976, quando – com’è noto – un forte terremoto colpì il Friuli.

Come annota la stessa Autrice, per ragioni narrative, gli avvenimenti sono stati condensati in pochi mesi e pertanto, non vi è una effettiva coincidenza con le date reali, relative a fatti verificatisi nel corso di due anni di guerra. Per analoghe ragioni, anche le operazioni militari descritte nel libro sono state semplificate.

Le portatrici carniche

È invece rimasta intatta l’essenza della storia, che – come già rimarcato – celebra l’impresa epica delle portatrici carniche, donne semplici ma dotate di una statura morale straordinaria le quali assunsero da volontarie l’incarico, pesante e rischioso, di trasportare in quota con le loro gerle [*] vettovagliamenti, rifornimenti e persino munizioni destinate agli alpini, fanti e bersaglieri che combattevano in trincea e nelle retrovie della prima linea [*le gerle sono ceste a forma di cono munite di cinghie usate in passato nelle zone montane del Nord Italia N.d.R.].

Le portatrici erano donne di età compresa tra i 15 e i 60 anni. Come segnale di riconoscimento indossavano un bracciale rosso sul quale era stampigliato il numero del reparto al quale erano state assegnate. Mediamente sulle loro spalle trasportavano carichi pesanti anche 30-40 kg. Il compenso che ricevevano per ogni viaggio era di una lira e 50 centesimi (pari, in sostanza, a 3 euro e cinquanta).

Capostipite e simbolo delle portatrici è Maria Plozner Mentil, una giovane madre che morì nel 1916 dopo essere stata colpita da un cecchino austriaco e che fu sepolta con gli onori militari. Alla sua memoria è stata in seguito dedicata una caserma dell’Esercito – l’unica dedicata a una donna – nel comune di Paluzza.

Di cosa tratta questo libro – trama

Come già accennato sopra, il romanzo di Ilaria Tuti, Fiore di roccia, ripercorre la storia di un gruppo di contadine friulane durante la prima guerra mondiale e si propone di contribuire a tramandare e a diffondere la memoria di queste donne fiere ed eccezionali e, insieme a loro, a ricordare il sacrificio compiuto da migliaia di uomini che, con abnegazione e coraggio, combatterono su quelle cime per difendere i confini del Paese.

Più estesamente, la lettura di questo libro offre uno spaccato nitido della vita quotidiana delle comunità montane del tempo e delle dure condizioni di vita che dovettero affrontare i militari italiani nelle trincee.

I protagonisti

I protagonisti e le protagoniste di questo libro sono di fantasia ma sono ispirati a personaggi realmente esistiti. Per non svelare troppo la trama del libro, questa parte sarà limitata al minimo indispensabile.

Agata Primus

Agata è una giovane donna. Ha 20 anni. Vive in una casa modesta ma dignitosa a Timau, nell’alta valle. Nonostante la sua giovane età, pesanti responsabilità gravano sulle sue spalle. Il duro lavoro e la fatica non la spaventano. Pur essendo una contadina, Agata sa leggere e scrivere e – fatto inconsueto per l’epoca – possiede diversi libri, ereditati dalla madre e che custodisce come preziose reliquie. La sua aspirazione è di diventare insegnante.

Il sangue che ho stillato goccia a goccia nei solchi dei campi mi ha resa più che mai figlia di questa valle.

Nonostante l’umiltà delle sue origini, Agata è una donna di una fierezza quasi selvatica. È dignitosa e poco incline ai compromessi. Tende a diffidare e a provare disistima per chi, contrariamente a lei, non ha mai dovuto lottare per la sopravvivenza. Nella sua vita non c’è posto per figure maschili deboli, vanesie ed insicure, incapaci di gestire la propria mascolinità.

Persino in questi tempi, in cui donne anziane, madri e giovinette poco più che bambine si spezzano fiato e corpo per portare sollievo al fronte, la sua condizione di nascita lo esonera dal sacrificio, e questo marchio di differenza io non lo posso tollerare. Siamo specie diverse.

Quando risponderà all’appello accorato dell’esercito e accetterà di divenire una portatrice i suoi orizzonti, fino a quel momento improntati al mero adeguamento alle consuetudini della piccola comunità in cui vive, si amplieranno. Diverrà testimone di eventi drammatici, conoscerà persone completamente diverse con cui stringerà legami solidi e si troverà coinvolta in avvenimenti che cambieranno radicalmente la sua esistenza.

Ho imparato dai soldati a chiamare per nome il nemico della tempra più vigorosa: dislivello. Fino a milleduecento metri di salita nervosa affacciata sui burroni. Mezza giornata di sfinimento, e altrettanto per ridiscendere.

Le compagne di Agata

Le vicende che coinvolgono le compagne di Agata sono in parte ispirate a fatti e personaggi reali.

  • Viola è la migliore amica di Agata. Dotata di una bellezza inusuale, è anche una sognatrice appassionata. La guerra la travolgerà, con il suo carico di dolore, e trasformerà il suo idealismo e il suo romanticismo in un’ostinazione che la renderà intransigente ed animata da un furore inestinguibile.

Mi avvio da sola, mentre Viola quasi bisticcia con un artigliere. L’alpino spasima per i proietti nella gerla di lei, ma Viola lo tiene a distanza e reclama spazio. È una delle poche volte in cui la sua bellezza viene messa in secondo piano.

  • Caterina è una donna matura. È vedova, è una donna sola. Dotata di una saggezza pacata, anche se ruvida, non esiterà a dare il suo contributo nonostante le precarie condizioni di salute.
  • Lucia è una giovane madre di quattro figli, ai quali riserva affetto e tenerezza. Il suo spiccato istinto materno la porta a comportarsi come una mamma amorevole non solo nei confronti delle sue compagne ma anche di tutti gli alpini del battaglione cui è stata assegnata.
  • Maria è la più devota del gruppo. Sempre con la preghiera sulle labbra, è una donna molto sensibile che patisce più di tutte per le sofferenze e le ingiustizie, come le fucilazioni sommarie, di cui ha appreso notizia.

La guerra non vuole cessare, sta dicendo Maria, e presto sarà di nuovo primavera e i campi dovranno essere dissodati, le sementi gettate, o sarà ancora fame. Non lo capiscono i signori della guerra? No perché il loro piatto sarà comunque sempre colmo. Le donne dovrebbero ribellarsi. Almeno loro.

Gli Alpini

Il capitano Colman è il comandante del reparto. Nonostante le divergenze di opinione e le difficoltà, con il capitano Colman e con l’ufficiale medico, il tenente Janes, Agata stringerà un profondo legame di stima e di amicizia. Il personaggio del capitano Colman è ispirato a due ufficiali del Corpo degli Alpini realmente esistiti.

In guerra ci si deve fidare dei propri uomini e dei propri compagni come se fossero padri e fratelli. È una catena di sopravvivenza. Rispetto, fiducia, valore: non sono parole.

Consigliato a

Il romanzo di Ilaria Tuti, Fiore di roccia è indicato soprattutto:

  • per coloro che desiderano immergersi nella profondità nelle cose e cercano spunti di riflessione e di comparazione tra i valori del passato e il modo di concepire la vita ai giorni nostri (una visione del mondo improntata, in tale ultimo caso, alla rimozione del dolore e della morte).
  • Anche chi ha la passione per la storia – e in particolare della Prima Guerra Mondiale – può ricavarne un’utilità: per quanto questo sia un romanzo e non un saggio, le situazioni descritte ricalcano fatti realmente accaduti e contribuiscono a mantenere viva la memoria di quel periodo.
  • In ogni caso questo romanzo può essere una lettura adatta anche a chi cerca una storia, per quanto aspra e difficile, capace di riservare al lettore un finale appagante.

Anin. Un’altra salita. Un’altra scalata di ore con l’umidità a stremare le ossa, la lana delle calze che punge, il freddo che apre solchi dolorosi sulla pelle e il peso estenuante della gerla. La paura per i tiratori scelti austriaci che infestano come demoni bianchi le distese di brina della Val d’Inferno fino a Malpasso non è nulla in confronto a quella per le slavine.

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Stella alpina, fiore di roccia – Foto di S. Herman & F. Richter, Pixabay

Giudizio

Il romanzo di Ilaria Tuti, Fiore di roccia è un libro intenso e ben scritto che merita sicuramente di essere letto. La narrazione è coinvolgente anche quando fotografa, senza edulcorarla, la realtà sociale ed umana di quel periodo restituendo una visione della vita assai lontana dalla sovrabbondanza dell’epoca attuale ma più che mai viva e feconda.

Ilaria Tuti conferma intatta la sua capacità di scandagliare con delicatezza l’animo femminile senza mai cadere nella banalità (su questo blog puoi trovare la recensione del suo libro precedente, Ninfa dormiente).

Le donne che popolano le pagine di questo romanzo esprimono una visione profonda della femminilità e sono raffigurate nella loro semplicità e nella determinazione con cui accettano il proprio destino. La loro resilienza le rende partecipi dei cicli della natura e padrone della loro vita.

Analogamente, anche i protagonisti principali del libro sono uomini iniziati alle durezze della vita, consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità e capaci di esprimere una stoica abnegazione di fronte alla brutalità della guerra.

Non riesco a guardarlo. Non so perché, ma all’improvviso ciò che da sempre mi viene concesso di essere non mi basta.

Letture alternative che potrebbero interessarti

Se sei alla ricerca di un romanzo storico che ha come protagoniste delle donne altrettanto fiere e resilienti, allora potresti provare Figlie del mare, di Mary Lynn Brach, un romanzo crudo che ripercorre alcuni avvenimenti storici avvenuti in Corea sia durante la Seconda Guerra Mondiale sia successivamente.

Puoi trovare la recensione di Figlie del mare sul vecchio blog, Foemina blog:

Ha messo in piedi una Compagnia della Morte e si è ripreso la selletta dove gli austriaci hanno accolto i disertori. A forza di esplosivi, armati di tubi Bettica e tenaglie.

Fonti e citazioni

Le foto piccole sono, rispettivamente, di:

La casa editrice Longanesi (https://www.longanesi.it/) è stata fondata nel 1946. Caratterizzata da una vocazione anticonformista, si è distinta per l’ampia proposta, che spazia dalla narrativa letteraria, alla saggistica, all’arte e alla divulgazione scientifica e possiede un vasto catalogo internazionale.

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